Foursquare è il Location Based Service del momento, lo scorso 17 luglio, in un caldo sabato bolognese, erano una sessantina i pazzi – tra cui il sottoscritto – che hanno dato vita alla Prima Conferenza dei Sindaci di Foursquare, evento ottimamente organizzato da Tommaso, Roberto, Francesca e soci.
Non è certo solo per questo che Foursquare può essere definito il LBS del momento, ma anche perché ha 5 volte gli utenti del più agguerrito competitor, Gowalla, e perché ha recentemente ricevuto un cospicuo finanziamento da 15 milioni di dollari.
Crowley, il creatore di Foursquare, durante la videoconferenza USA – Italia che si è svolta nelle fasi conclusive dell’evento bolognese, ha confermato che la maggior parte di quei dollari saranno impiegati per assumere nuove persone nella startup in modo da rispondere alle crescenti richieste degli utenti, e delle aziende che chiedono di utilizzare Foursquare per campagne di promozione locali, come già sta facendo Stabucks negli States.
Nonostante l’indiscutibile successo, o forse proprio in ragione di questo, ci si interroga da più parti sul reale significato del check-in: a cosa serve Foursquare?
Una risposta involontaria quanto simpatica l’ha fornita Paolo Cevoli – in arte Assessore Cangini – in occasione del suo intervento a sorpresa alla conferenza di Bologna; effettuato il check in con il suo iPhone aiutato da Roberto, ha chiesto: “Ed ora?”

Roberto ha giustamente rispostò “E’ tutto qui”, evitando di aprire la parentesi Swarm Badge, visto che avevamo fatto check-in in più di cinquanta, al che Paolo lo ha guardato, e con inconfondibile accento romagnolo ha sentenziato: “Siete dei patacca!”
Sì, la verità è questa, ora come ora Foursquare – ed un po’ tutti i LBS – sono un giochino, non ancora maturo per essere un vero e proprio gioco, e con numeri troppo piccoli per attirare l’attenzione delle grandi aziende (almeno in Italia). Però è decisamente troppo presto per tirare le somme, per decretare l’inutilità dello strumento come qualcuno ha scioccamente fatto. A volte ci facciamo prendere dalla smania di balzare a delle conclusioni – noi smanettoni abituati ai tempi velocissimi della Rete – quando non è ancora il tempo per farlo.
I Venture Capitalist USA non sono ingeui benefattori, se investono milioni di Euro in doppia cifra è perché vedono delle concrete potenzialità di ritorno dell’investimento. Speculazione? Può darsi, ma non è detto. Tra le poche startup che in questo periodo di recessione hanno attirato così rapidamente l’attenzione degli investitori, Foursquare è forse una di quelle con il più chiaro disegno di come i soldi potrebbero arrivare e del perché le aziende dovrebbero essere interessate ad investirci: ogni piccola attività commerciale, ogni bar, museo o discoteca potrebbe avere l’interesse a premiare il Sindaco (Mayor) o chi fa check-in per la prima volta, allo scopo di fare autopromozione.
E dunque Foursquare oggi è un gioco, ma domani potrebbe diventare una cosa terribilmente seria. Si pensi solo al fatto che gli stessi Facebook e Twitter, con i loro milioni di utenti, non è che abbiano questo gran modello di business – soprattutto Twitter.
Proprio per Twitter, non più tardi di qualche mese fa si opponevano le stesse obiezioni: a cosa serve far sapere agli altri quello che sto facendo? A chi interessa?
Eppure oggi, chi ha seguito il Gran Premio di Formula Uno su Rai2, ha sentito i giornalisti che in diretta riprendevano e citavano i tweet della Scuderia Ferrari.

Qualche mese fa Twitter era un giochino inutile per nerd, oggi è un fenomeno sociologico, un canale di informazione ed uno strumento di lavoro per molti. Non tutti i social network hanno questo destino, lo sa bene anche Crowley che prima di Foursquare aveva creato Dodgeball, un servizio di geolocalizzazione simile, poi acquisito e fagocitato da Google.

Al di là di quello che Foursquare potrà diventare, è possibile individuare un chiaro elemento di interesse oggi, immediatamente. Molto più che qualsiasi altro social network, Foursquare incrocia il mondo virtuale con quello reale. Tramite lo smartphone possiamo sapere in tempo reale quali dei nostri amici hanno fatto check-in intorno a noi, oppure consultare i consigli (tips) lasciati da altri frequentatori del locale in cui stiamo per entrare. Non è più uno scambio esclusivamente digitale, Foursquare ha una applicazione concreta nella vita quotidiana.
Quello che ci porta fuori strada forse è il fatto che tutti noi siamo abituati a ragionare in termini di contatti “da social network”, non di amicizie che provengono dal mondo reale. Il futuro a cui Foursquare dovrebbe puntare è quello in cui sarà utilizzato da persone che poco o molto, si frequentano nella vita reale, un po’ come sta accadendo per Facebook. Allora sì che tutto il potenziale della geolocalizzazione mobile potrà esprimersi, sia per gli utenti che per le aziende.
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La presentazione di David Casalini ti darà sicuramente ulteriori elementi per comprendere l’utilità di Foursquare.
Tutti i post che parlano della 4sqconf sono qui,